I
Monti Pallidi e la loro storia.
Tra
le tante leggende che animano le Dolomiti di Fassa, si narra
di come un tempo una luce incantata avvolse tutte le più
alte cime dolomitiche che da scure rocce divennero pallide
montagne.
Secondo la leggenda de La Crepes Spavìdes
ovvero la leggenda dei Monti Pallidi, tra le nostre montagne
viveva un principe buono, amato dal suo popolo. Egli però
era molto triste; solo una cosa avrebbe potuto rallegrarlo:
raggiungere la luna per conoscerne la principessa che gli
era apparsa in sogno. Con laiuto di due saggi il suo
desiderio si realizzò e, giunto sulla luna dove tutto
era luminoso e splendente, incontrò la principessa
e fu da lui subito riamato. Il suo soggiorno però
fu breve, infatti i suoi occhi, feriti da quel chiarore
così intenso, cominciarono a soffrire. Il principe
dovette ritornare sulla terra con la sua sposa, e qui fu
festeggiato dai suoi sudditi. Solo un mazzolino di fiori
bianchi portò con se la principessa e ben presto
questi ricoprirono gli alpeggi del regno: le Stelle Alpine.
La loro felicità però fu breve, la principessa
si ammalò di malinconia: i colori erano così
forti sulla terra e le montagne così cupe
per
non morire dovette ritornare dal re suo padre.
I nani silvani, numerosi in questi luoghi, vennero in aiuto
al principe sempre più disperato per questa forzata
separazione. Una notte di luna piena salirono sulle cime
più alte di queste montagne e, sotto la direzione
del loro re, incominciarono a fare strani movimenti con
le mani e le braccia e ben presto tra loro apparvero grossi
gomitoli splendenti: avevano filato i raggi di luna! Poco
prima dellalba, i nani silvani srotolarono i gomitoli
lungo le ripide pareti delle montagne che furono ben presto
ricoperte da un chiarore meraviglioso che avvolse tutto
il regno. La principessa della luna poté ritornare
tra i Monti Pallidi dove visse felice con il principe.
Illustrano
questa leggenda le bellissime pitture murali dellartista
Germana Fleischmann che potete ammirare nei locali del rifugio
Monti Pallidi di Canazei dal giornale FassaNews
1999-